Missione

“Cosa succederà a mio figlio quando io non ci sarò più” è il motivo per il quale ogni genitore interviene ed interferisce nella vita dei propri figli proteggendoli ed indirizzandoli durante tutto il percorso della loro infanzia ed adolescenza, ed anche oltre, al fine di prepararli ad essere autonomi ed efficienti quando non vivranno più con i genitori o quando i genitori non ci saranno più.
In questa attività i genitori investono, ognuno a modo proprio, energie e risorse, fisiche ed economiche, che sono finalizzate al raggiungimento dello scopo ultimo: l’autonomia dei propri figli. Amicizie, scuola, sentimenti, sport, socialità, università, lavoro, amori, figli: sono tutte tappe attraverso le quali i genitori tendono a misurare il lavoro svolto e dalle quali ricavano la conferma di come sarà la vita dei loro figli nel momento del “dopo di noi”.

Quando però i figli hanno una disabilità che a priori pregiudica il raggiungimento di una o più delle “classiche” tappe della nostra crescita, i genitori soffrono maggiormente il problema del “dopo di noi” nella certezza di dover vivere in simbiosi con il figlio, a sostegno della sua disabilità, e nell’atroce dubbio che ai propri figli vengano meno il rispetto, l’amore e la possibilità di una vita “la più normale possibile” dopo la propria morte.

La missione del Gruppo è quindi proprio quella di “Attivare ogni azione che possa incidere in modo concreto nella vita di soggetti autistici, ed a supporto delle loro famiglie” con il fine ultimo di “Creare infrastrutture per la crescita e l’integrazione di tali soggetti , compresa la realizzazione di un ambiente lavorativo protetto ed integrato”. Questo è un Progetto certamente ambizioso, che proprio per questo ha bisogno di un sostegno diffuso; esso presuppone necessariamente una forte collaborazione con altre Associazioni, Cooperative, Enti ed Aziende presenti nel territorio e spera nel supporto dei Privati.